LA GALLERIA

Le arti figurative sono, per un certo verso, il primo linguaggio creato dall’uomo. Come tale, pur nella grande temperie di stili che si creano, ripetono, innovano, rimane il più congeniale all’uomo: ha  la valenza di un codice universale. Chi riesce a comprendere questo codice è dotato di una capacità che va oltre la conoscenza degli stili e delle peculiarità di ciascun artista: possiede quella che si definisce sensibilità. Il suo occhio non guarda ma osserva, scruta, percepisce - attraverso le caratteristiche formali e compositive di una data opera -  una realtà superiore a quella contingentale, quella artistica. Questo mondo che si fa specchio del vero, spesso deformandolo o rappresentandolo in maniera caricaturale, mentre altre volte si fa interprete di realtà fantastiche raccontando miti e leggende, rappresenta il luogo ideale dove opera l’antiquario.

 

 

Affascinato da questa realtà altra che permette all’uomo di sognare ed estraniarsi dal mondo accidentale, Giovanni Bedin ha deciso di intraprendere il periglioso cammino del mercante d’arte. Questa scelta sicuramente figlia dell’aria da sempre respirata in famiglia, che si occupa di arte antica dagli anni ’50 del Novecento, favorita ancora dalle esperienze nel mondo della scenografia e dell’architettura della sorella Martina, è affiancata al solido percorso accademico intrapreso nella facoltà di archeologia presso l’Università degli Studi di Padova, dopo aver conseguito la maturità classica presso il Liceo Ginnasio Statale Antonio Pigafetta di Vicenza. Amante da sempre dell’alta epoca, Giovanni Bedin decide di orientare il raggio d’azione della galleria alle opere d’arte applicata comprese tra il XIV ed il XVII secolo e alla pittura fiamminga ad olio su rame e su tavola concepita tra il 1550 ed il 1650. Non mancano elevate esperienze figurative di scuola italiana.

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